Sono tantissimi i viaggi che Patty e Claudio ci hanno “confezionato” come un abito su misura, fra  questi  uno dei più emozionanti è stato il tour del Rajasthan, che comprendeva le visite a: Udaipur/Ranakpur/Jodhpur/Bikaner/Jaipur/Fatehpur Sikri/Agra/Delhi

Pensiamo che in ogni viaggio le diverse destinazioni rappresentino la base di un itinerario; crediamo però che al di là delle città, dei monumenti storici o dei paesaggi, il vero viaggio sia ciò che vediamo con i nostri occhi quando a piedi, seduti su un treno o su un bus percorriamo la strada, dove c’è la vita e di questo cercheremo di raccontare.

In India la gente e gli animali vivono sulla strada, ecco perché la strada è qualcosa da guardare  come si guarda un quadro, scoprirete che sono quadri di vita.

In India eravamo già stati nel 2008, ed è sempre bello tornare in questo paese che non finisce mai di stupire,  come ad esempio il nuovo aeroporto di Delhi intitolato ad Indira Ghandi ,è una meraviglia , siamo rimasti senza parole, pensando all’ultima volta che ci eravamo stati, tanto che ci siamo chiesti,

sarà cambiata cosi anche l’India?

No, l’India, è rimasta una terra mistica, magica, dove abbiamo incontrato donne sorridenti che in abiti coloratissimi fanno ogni lavoro possibile e bambini senza nulla ma pieni di voglia di vivere.

All’uomo spetta il commercio in tutte le sue forme, tutti hanno qualcosa da vendere e nel frastuono dei clacson e di un traffico infernale, all’improvviso ci si imbatte in un odore nuovo. Ci sono i fiori, c’è l’incenso che brucia nei templi, il profumo del masala e del cibo di strada. Tante volte gli odori sono talmente forti che la vista perde la sua potenza per dar spazio a questo senso, l’olfatto, più profondo e diretto.

Considerando che in India di km se ne fanno tanti, l’autostrada è un importante arteria dove tutti possono circolare: in trattore, bicicletta, motorino, dromedari che trainano carri, tuk tuk , camion stracarichi da far paura, autobus arrugginiti e decorati con nastrini colorati, auto che ci chiediamo come possano funzionare ancora, normale è anche vedere  un pedone o una mucca che l’attraversano con tutta calma.

Proseguiamo le visite di palazzi e forti meravigliosi (foto e video in coda)

Viaggiare in India e non entrare nei templi si perde un enorme patrimonio artistico.

 Ci sono i templi turistici e i templi che possono lasciarti disorientato, il tempio Jihadista di Ranakpur, un gioiello che lascia senza fiato in mezzo a natura e foreste.

A Eklingi entriamo nel tempio dedicato al Dio Shiva, decidiamo di assistere  alla cerimonia: aria densa di odori forti, brulichio dei devoti  intenti ad attività a noi misteriose, tutto è intenso, lo sguardo autorevole dei brahmani, i loro mantra che ti trasportano dentro a questa intensità, è una grande confusione acustica: non si va al tempio per pregare in silenzio, ma per visitare il dio che ci abita e condividere la sua presenza, sinceramente partecipare a questo rito ci ha lasciati un po’ frastornati.

Altro tempio particolare e quello Sikh di Gurudwara a Dehli si entra lentamente in fila, si prega e si ascolta la lettura del Libro Sacro. Poi i pellegrini, chiunque senza distinzione di casta o religione, possono spostarsi nel Guru Ka Langar e attendere la distribuzione del cibo: si riceve un vassoio inox sul quale gli addetti mettono con un mestolo il pane Naan e la zuppa del giorno, che arriva in grandi secchi dalle cucine, dove si sforna tutto a ciclo continuo per migliaia e migliaia di commensali.

Ma tutte queste “meraviglie” sono niente se tutto attorno non ci fosse l’India con la sua vita quotidiana, la precarietà di ogni azione, l’incertezza che tutto possa andare avanti in un mondo che ha dell’incredibile.

Questo è un viaggio che si ricorda per tutta la vita, se esiste un mal d’Africa certamente esiste un mal d’India.

Fausto e Marilena

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